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Spesso spalanco la finestra pensando “Fanculo Malaria”

22.03.2018

Le giornate scorrono via come le pillole di malarone.

Raccogliamo i blister vuoti guardando come quelli pieni diminuiscono, segno irreversibile del tempo che passa e dell’Africa che se ne va. Cerco di dimenticare…spesso spalanco la finestra pensando “Fanculo Malaria”, spesso esco a maniche corte  “Fanculo Malaria”, spesso cammino senza calzini “Fanculo Malaria”, ma la verità è che ancora mi spaventa. Tremo al pensiero di questa minaccia invisibile, che qui è costante e più forte di qualsiasi altra. “Fanculo Malaria”… stringo i denti per non arrendermi, mentre sento zanzare ronzare intorno a me e le caviglie riempirsi di pizzichi.

Oggi siamo andati a trovare Patrick, un disabile che gestisce una scuola in mezzo al nulla. Ci racconta che quando aveva 4 anni, mentre camminava per strada è arrivato un uragano, per il forte vento lui è caduto  appoggiando le mani per terra e da quel momento non si è mai più rialzato.

Un problema che può sembrare grave, diventa insormontabile quando sei circondato da una società che ti reputa invisibile. I genitori l’hanno rifiutato “Abbiamo altri 7 figli, per noi non sei utile, quindi non esisti più”. La scuola l’ha rifiutato, “Non accettiamo i disabili, poiché potrebbero contagiare gli altri alunni o peggio ancora i professori stessi.”

Ma il piccolo Patrick non si scoraggiò, trovò una scuola isolata, dove il preside, mettendosi contro tutti gli insegnati, lo fece studiare; almeno fino a quando non morì…Patrick era in sesta elementare e gli insegnanti lo cacciarono di nuovo senza perdere troppo tempo, schifati e spaventati.

Non sorprende quindi vedere come in Ghana i disabili sono sul ciglio della strada, gli unici in questo paese a chiedere l’elemosina. Non avendo potuto neanche fare le elementari, non possono lavorare con le mani, non possono lavorare con la testa.

Patrick è riuscito a studiare da solo, ed ha deciso di voler dare un esempio: mostrare a tutti come un disabile può aiutare la comunità. Ha fondato una piccola scuola dove i bambini disabili o molto poveri possono venire a studiare gratis. Ovviamente anche qui all’inizio le persone si sono opposte. “Non contagerai i miei figli!” urlavano le madri, mentre portavano via i loro piccoli da quel nuovo posto, preferendo negargli l’educazione che fargli avvicinare a un paraplegico.

Ma come se non bastassero gli ostacoli terreni, sono arrivati quelli dall’aria.

Api. Uno sciame di Api ha attaccato la scuola dopo una settimana dalla sua apertura. Le Api sono entrate nella sua bocca, nelle sue orecchie, nelle sue narici, l’hanno ricoperto completamente, a tal punto che le hanno allontanate solo dandogli fuoco. Lui e i suoi alunni sono finiti in ospedale in fin di vita. Lui con gravi ustioni, ma vivo.

Ora stanno cercando di rialzarsi, in una piccola struttura pericolante, senza elettricità e senza acqua, attaccati a un allevamento di maiali portatori di malattie, ma almeno con un posto dove stare, con la possibilità di studiare.

Ed è cosi che Patrick, con due barre di ferro legate alle gambe e con le sue due stampelle, cammina verso il futuro, non arrendendosi mai, sorridendo sempre, affrontando ogni nuova sfida e facendomi capire che, in fondo, va tutto bene.

“Fanculo Malaria”, questa volta davvero però.

One Comment

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    Solo la persona forte e onesta riesce a cambiare il suo punto debole in un punto forte… grazie per la belissima storia, Viola!

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